Sharkwater

La caccia allo squalo: una minaccia per la natura

Il video che abbiamo postato è un documentario canadese scritto e diretto da Rob Stewart, che spinto dal suo amore per il mare e gli squali entra nel loro mondo per sfatare i miti che li vogliono freddi assassini e per creare una coscienza maggiore dell’importanza dello squalo nell’equilibrio ecologico degli oceani. Guardarlo ti avrà fatto entrare in una dimensione diversa rispetto a quella di spettatore del film “Lo Squalo” di Spielberg. Ma come surfisti, come frequentatori assidui del mare, un po’ di tremito nelle gambe ti è rimasto.

 

Quanto nel momento del morso, improvviso, lancinante, sconvolgente senti di aver avuto ragione a difendere colui che ti sta dilaniando la gamba? Quanto riesci ad essere coerente con te stesso quando ti ritrovi immerso faccia a faccia con le tue paure? Queste sono i pensieri che possono venire quando si parla di squali. Soprattutto per noi surfisti mediterranei, che a parte sporadiche apparizioni, sentiamo la presenza dello squalo solo in viaggio sull’oceano, lontano comunque dalla nostra quotidianità.

Cosa ne possiamo sapere noi del terrore che puoi provare quando da bambino ti trovi di fronte a un corpo torturato da un attacco da uno squalo? Niente. Ma è pur vero che lo sforzo che si deve fare crescendo è proprio quello di vedere la realtà dei fatti nella sua interezza; estraniando la nostra semplice visione del mondo da individui soli e unici di una specie dominatrice, da quello che è un meraviglioso e al tempo stesso impietoso meccanismo che è la natura.

sharks-cancerSenza ombra di dubbio l’uomo è più pericoloso per se stesso di quanto non lo sia un terribile predatore come lo squalo. Non è difficile immaginare quanto le nostre terrificanti “stupidaggini” stiano mettendo a dura prova l’ecosistema stesso dove vivono squali e uomini allo stesso tempo. Basta googlare “fish radiation fukushima” per farsi un’idea precisa di quanto sta accadendo nel Oceano Pacifico mentre stai leggendo questo post.

L’Australia di Barnett affronta l’aumento di attacchi degli ultimi anni con una politica assassina: morte allo squalo. Ma perché sono aumentati gli attacchi all’uomo? Perché il pesce nell’Oceano Pacifico sta drasticamente diminuendo? Perché sempre più esemplari di pesce pescato risultano malati e deformi? Il governo Australiano ha reagito con la rabbia cieca contro una realtà naturale senza colpe. Il controverso programma di Barnett è potuto andare avanti dopo che il Ministro Federale dell’Ambiente, Greg Hunt, ha garantito all’Australia Occidentale un’esenzione dalla Legge sulla Protezione dell’Ambiente e la Conservazione della Biodiversità, consentendo l’uccisione del Grande Squalo Bianco, specie protetta.

Ad oggi gli squali vengono pescati con grandi reti munite di ami con esche e barili galleggianti che fanno strage di animali a rischio di estinzione. Animali presenti sul nostro pianeta da molto prima della nostra comparsa, si parla dell’ordine di milioni di anni. Animali perfetti nel loro funzionamento, veri e propri prodigi della natura che regolano, dominandola, la catena alimentare del mondo sommerso. Probabilmente parlando di squali, parliamo di un animale che mantiene vivo lo stesso nostro ecosistema.

La Sea Shepherd è un’organizzazione no-profit di eco-pirati che seguendo le orme del Capitano Paul Watson, ha deciso di allontanarsi dalla politica pacifica di Greepeace per intraprendere una lotta molto più decisa per la protezione dei mari. Sabotaggi e speronamenti, lotta attiva contro le baleniere e contro gli assassini di squali australiani. Attualmente sono in prima linea per difendere gli squali intrappolati dalle reti, ma non è una lotta facile.  Lo squalo ha bisogno di essere protetto, la pena è l’estinzione. Nel mare lui è il padrone, il guardiano; il nostro atteggiamento da esseri “superiori” quali ci professiamo dovrebbe essere di assoluto rispetto. Dovremmo comprendere la sua importanza, la sua centralità. Certo rimane il fatto che fare il surf o il bagno in acque vicine ai loro territori è un bel salto nella vuoto. Il problema è che con tutte le probabilità un mare senza squali sarebbe un mare decisamente diverso e noi non possiamo sapere quale potrebbe essere l’altro lato della medaglia. Siamo sicuri di volerlo conoscere?

Non ci fermeremo fino a quando le nostre preziose specie marine e i nostri squali, che conservano l’ecosistema marino e sostengono la vita negli oceani, non otterranno il dovuto rispetto e la protezione che meritano, nell’interesse delle generazioni future. Perché un oceano senza squali equivale ad un pianeta senza esseri umani. Vi preghiamo di partecipare e di mostrare il vostro supporto.Sea Shepherd

Con quello che sta accadendo con le radiazioni di Fukushima abbiamo incrinato un meccanismo già messo a dura prova da centinaia di altri nostri atti inconsulti contro la natura (vedi caccia indiscriminata alle balene, agli squali per le pinne e la pesca industriale senza remore). La decisione del Governo Australiano, che era stato promotore della difesa dello squalo, pone le basi per ulteriori prese di posizioni uomo-centriche che agendo coi paraocchi invece di proteggere l’uomo non fanno altro che indebolire l’equilibrio che tiene l’uomo stesso in vita.

È vero, sono sempre le stesse cose anche un po’ banali e ipocrite, finchè non ti ci trovi faccia a faccia con uno squalo è facile parlare di ecosistemi e rispetto, ma pensiamo che riflettere non fa mai male e comunque il documentario che proponiamo è molto bello e non è una perdita di tempo.

 

Ti invitiamo a leggere anche un nostro precedente articolo apparso sul GOSblog circa 3 anni fa dove puoi trovare altri riferimenti ad associazioni e progetti che si occupano della difesa degli squali.

 

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